Fitoterapia

La fitoterapia è la disciplina medica che consente un corretto uso, a scopo preventivo o curativo, di piante medicinali e loro derivati, in relazione alle proprietà farmacologiche dei costituenti chimici presenti nella pianta e in particolare nel prodotto utilizzato. Non segue filosofie o credenze religiose, né metodologie diagnostiche o terapeutiche diverse da quelle della medicina scientifica. Attualmente molti preparati sono prescrivibili in varie forme farmaceutiche previste dalla Farmacopea Ufficiale italiana ed europea, utilizzabili per la preparazione dei medicinali (preparazioni galeniche o specialità registrate) e questo consente di distinguere chiaramente i medicinali vegetali dagli integratori erboristici che, per definizione, non presentano proprietà preventive o curative, bensì solo salutistiche.

La fitoterapia come scienza ha origini molto remote, anzi tra le discipline mediche e farmaceutiche è la più antica. Infatti non è difficile immaginare come l’uomo primitivo, spinto dal bisogno di alleviare le sofferenze causate dalle malattie e dalle insidie dell’ambiente circostante come animali, insetti, clima, abbia imparato ben presto a riconoscere l’azione curativa delle piante. L’uomo riflettendo sui fenomeni naturali di cui era testimone (come ad esempio la cicatrizzazione di una ferita conseguente all’ utilizzo casuale delle foglie di una ben determinata specie vegetale), fu portato successivamente ad interpretarli come manifestazioni di esseri sovrannaturali e quindi, le malattie e le proprietà terapeutiche delle piante medicinali apparvero, rispettivamente, come espressione di divinità malefiche o benefiche. Dall’empirismo della tradizione nasce dunque la fitoterapia.

Negli ultimi decenni questa disciplina è stata particolarmente rivalutata, non solo per la scoperta di nuove piante o per il crescente numero di pazienti che le utilizzano, bensì soprattutto per le numerose ricerche, sia cliniche che precliniche, che hanno potuto confermare, spiegare e precisare molte proprietà farmacologiche spesso acquisite in modo empirico, oppure al contrario rivelare e smascherare false credenze popolari ed evidenziarne i rischi e le insidie. Oggi sappiamo che le piante spontanee possono servire in campo medico in molte maniere, ad esempio i loro estratti possono essere utilizzati direttamente come farmaci per combattere un semplice mal di testa oppure trattare patologie più complesse, come il morbo di Parkinson. Le sostanze chimiche inizialmente utilizzate per abbassare la temperatura corporea in caso di febbre sono state estratte da piante di salice (Salix spp.). Nel 1880, la cocaina, estratta della pianta Erythroxylon coca è stata usata come anestetico locale durante un intervento chirurgico agli occhi. Nel 1952 dalla Rauwolfia serpentina, un arbusto indiano originario dell’Himalaya, venne estratta la reserpina, utilizzata contro i morsi dei serpenti; l’uso dell’intera pianta era consigliato inoltre per abbassare la pressione sanguigna, mentre i principi attivi estratti dalla reserpina vennero e vengono ancora utilizzati nella produzione di tranquillanti.

Le piante rimangono tuttora una fonte preziosa per alcuni dei nostri più potenti medicinali: Il chinino, usato nel trattamento della malaria, è un alcaloide estratto dalla corteccia dell’albero della china (Cinchona succirubra) originario dall‟America Latina. La vinca rosea (Catharanthus roseus) originaria del Madagascar offre diversi agenti antitumorali, come gli alcaloidi vincristina e vinblastina, utilizzati nel trattamento delle leucemie infantili e nel linfoma di Hodgkin. La Dioscorea alata del Messico e del Guatemala ha fornito la diosgenina, che viene utilizzata nella fabbricazione di pillole anticoncezionali; per lungo tempo, sono state le patate le sole ed uniche fonti di diosgenina. Tra i glicosidi cardioattivi, presenti nella Digitalis purpurea, la digossina è uno dei più comuni farmaci usati nel mondo per i disturbi cardiaci. Il taxolo è uno dei più efficaci chemioterapici attualmente in uso e viene estratto da una conifera molto diffusa, il tasso (Taxus baccata).